LA LUCE DELLA FEDE (Riflettiamo con Suor Giuliana)

Carissimi,

vi raggiungo con poche righe, cariche della mia vicinanza, del mio affetto, della mia preghiera. In questo lungo tempo di silenzio siete presenti nella mia vita e porto ogni giorno davanti all’ Eucarestia i vostri volti, le vostre attese e speranze.

“Il Signore non è lontano da chi soffre”.

Abbiamo tanto bisogno di credere a questa verità e la tocchiamo così da vicino nella nostra vita. Vi sono periodi particolari di sofferenza, certamente come questo, in cui abbiamo da lottare, soffrire e offrire, ma ogni giorno il Signore è con noi.

Tutti siamo chiamati alla felicità! Non possiamo amare il dolore in sé, ma perché lo ha amato Gesù prima di noi e per noi. Lo spirito di fede ci fa accogliere la sofferenza come dono di Dio.

La luce non è mai così vicina come quando la notte è più profonda. Il corso della notte ha momenti che sono profondamente oscuri, la luce comincia ad avvicinarsi quando l’oscurità ha raggiunto il suo culmine di profondità, ed è molto bello il sorgere dell’alba, dell’aurora.

Ci sono aurore splendide, aurore piene di speranza, tanto simili alla luce di Dio che sorge per illuminarci, guidarci, sostenerci. Lezione data dal cielo e molto importante: ci arricchisce di molte grazie. Il dolore ci matura. Tutto nella vita è dono di Dio!

Un autore francese formula questo proverbio: “Certe cose si vedono solamente con gli occhi lavati dal pianto”.

Un altro autore dice: “Finché, nel libro della tua vita, non hai potuto scrivere nelle sue pagine: – Ho sofferto! -, è sempre un libro bianco”.

Credo che ognuno di noi abbia potuto scrivere nella storia della propria vita “Ho sofferto”. Le giornate della sofferenza, sono le più preziose per la nostra vita umana, cristiana, chiamata a diffondere il buon profumo di Cristo nel mondo.

A noi è dato il dono della compassione, del “patire con”, per confortare i piccoli, i poveri, i malati.

Allora CORAGGIO! Non fermiamo il nostro sguardo sulle strade vuote e deserte, piene di ricordi, ma alziamo i nostri occhi “dai tetti in su”, dove troviamo Dio: sorgente, fonte e culmine della nostra gioia.

Se crediamo saremo i primi ad essere baciati dalla luce della Risurrezione.

Restiamo uniti.

Vi abbraccio.
Suor M. Giuliana Casiraghi, pddm

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