“IO SONO CON VOI, TUTTI I GIORNI” (Riflettiamo con Suor Giuliana)

Carissimi,

tra pochi giorni celebreremo la Solennità del Corpus Domini. Cristo, nella Cena pasquale, ha donato il suo Corpo e il suo Sangue per la vita del mondo. Gesù, Pane di vita è in mezzo a noi e ci accompagna, per ricordarci la profonda comunione che ci unisce a lui e ai fratelli, per invitarci a fidarci di lui mentre camminiamo.

“Non temere, io sono con te”: è la sigla di Dio! Lui è presente in questa storia, nella comunità, nei nostri desideri di bene, nella nostra debolezza, nella nostra vita piena di contraddizioni.

“Io sono con voi, tutti i giorni” (Mt 28,20). Il Risorto ci invita a saperlo riconoscere nelle realtà più umili, semplici, a percepire la sa presenza là dove meno ce l’aspetteremmo, con la fede matura di chi crede senza vedere alla maniera umana. Nelle nostre ambiguità, incertezze, paure, là si manifesta il Signore, il Vivente, come compagnia della nostra esistenza. Quando sperimentiamo l’aridità, l’insuccesso, la tentazione, il segno della croce è nella gioia pasquale: il Risorto è con noi, la sua presenza ci avvolge, non possiamo scoraggiarci!

Il Verbo si è fatto carne e si è fatto cibo eucaristico. Andiamo a Gesù come Maria e Giuseppe, come i pastori che lo hanno adorato sulla paglia, come Maria Maddalena che chiede perdono, come la Samaritana che domanda l’acqua viva, come i ciechi che chiedono la vista, come i malati che cercano il grande Medico, come i peccatori che implorano misericordia.

L’Eucarestia è il tesoro della Chiesa, la fonte, il culmine della vita cristiana: è Mistero di fede. E’ festa, gioia, gratuità, bellezza. Nell’Eucarestia contempliamo il Risorto con infinito stupore, lo offriamo al Padre per la salvezza del mondo, lo doniamo a chi soffre nella malattia e nella vecchiaia, lo rechiamo come cibo di vita eterna a chi sta per compiere il “passaggio” da questo mondo al Padre, lo adoriamo. Come la conchiglia custodisce la perla, così le nostre chiese, custodiscono “attente e gelose”, la Presenza pasquale del Signore Gesù, “in una sorta di piccola tenda”, che è uno spazio di silenzio pasquale, un piccolo “paradiso”, cioè un “giardino”.

Al Risorto che nasconde il suo amore sotto le specie del pane e del vino, chiediamo la forza per reagire alla mentalità odierna che propone immagini, acclamazioni, l’esposizione del proprio io allo sguardo indiscreto di tutti. Nel Mistero grande del silenzio di Gesù, dove egli si propone nella pienezza del suo amore, si entra a piedi nudi e col cuore in adorazione. Il Maestro eucaristico ci insegna a lodare, a rendere grazie, ridesta in noi la meraviglia e lo stupore. Ci vuole persone nascoste e di comunione, libere, fedeli e felici, per essere testimoni della Bellezza che salva e riparatori di brecce come Lui e in Lui.

Restiamo in contemplazione di questo Mistero, di questo vaso di alabastro che è il Corpo del Signore che si spezza, che si dà, che espande il profumo dell’amore che spreca la vita.

Il mio saluto affettuoso, unito al ricordo orante:
suor M. Giuliana Casiraghi, pddm.

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